| | WebOnWeb Speciale Bios Essential Massive Attack CLick Here | New Sounds Cantoma Nuova produzione dalla label dei Bliss! “Same” Music for Dreams Records La scandinava Music For Dreams si distingue per le sue produzioni sempre all’insegna del downbeat più moderno e raffinato. Non fa eccezione questo nuovo album di Cantoma, all’anagrafe Phil Mison uno dei “creatori” della scena chill-out!, dj/producer ex resident del Cafè Del Mar, con all’attivo brani inclusi nelle collane “The Real Ibiza” e “Buddah Bar”. - l'album di debutto,per gli amanti del genere, è un capolavoro. Visita anche Dj History | WebOnWeb Speciale VivaRadio2 Video - Mp3 - Bios | New Sounds H.d. lounge music Alex Cortiz Aad De Mooy -alias Alex Cortiz, è una figura chiave della scena dance Olandese sin dai primi anni ’90. Con il nuovo lavoro la discografia di questo prolifico e talentuoso produttore di Amsterdam Comincia a diventare corposa L'ultimo CD :“Magnifico!” è Un' antologia di Atmosfere vellutate arricchite da suoni raffinati di chiara matrice "soul".  Nel corso del tempo lo stile di Alex Cortiz si è progressivamente affinato e questo lavoro ci presenta momenti “chillhouse” alternati con sofisticati slow-burning grooves, dove non è difficile riconoscere lo spirito musicale del grande Isaac Hayes .It’s only lounge music but i like it! - Discografia: - 2004 - magnifico! -2003 -mesmerising- 2002 - make believe - 2002 - phunkology 12" Maxi- 2000 - moodfood - 2000 - vol.1 - 1997 - funkytarista EP 11 - 1997 - unwrap me 12" Max | Cerca, Ascolta, Acquista Su
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| | | | | La musica Italiana
| | | Almamegretta
e Samuele Bersani | | |  Lingo | Almamegretta con Raiz - Note Biografiche 1992 si uniscono Paolo e Tonino (tastiere e basso). Registrano il primo mini cd "Figli di Annibale". 1991 formano la band GennaroT, Raiss e Gianni (batteria, voce e chitarre). 1993 esce il primo album completo "Anima Migrante", prodotto da Ben Young: durante la produzione incontrano D.RaD., che entra nella band come soundman e dub-maker. 1994 i Massive Attack ascoltano "Anima Migrante" attraverso Ben Young e gli propongono di remixare "Karmacoma", un brano del loro album in uscita, "Protection": nasce "The Napoli Trip". Si intensificano i contatti con Adrian Sherwood, il mitico produttore della On-U Sound, da sempre etichetta di riferimento per gli Alma. Registrano "Sanacore" il mix (e i dubs!) sono affidati a Sherwood. Gianni esce dalla band. 1995 esce "Sanacore", seguito da un tour italiano di oltre 80 date. Eraldo Bernocchi coinvolge Raiz nel progetto Ashes: nasce "Corpus", prodotto a New York da Bill Laswell, altro "mostro sacro" del dub. Laswell remixa "Ruanda", un brano tratto da "Sanacore": ne viene fuori "Glossolalia Dub". 1996 esce "Indubb", raccolta di brani già editi rivisitati in chiave dub: ci sono remix di Sherwood, Laswell, Scorn, Frequecies e degli Alma stessi. 1997 i Leftfield, gruppo di punta della scena dance britannica, si innamorano della voce di Raiss e lo coinvolgono nelle registrazioni del loro album "Rythm&Stealth", che esce nel 1999. 1998 esce "Lingo", il terzo album, prodotto e registrato a Londra: ci sono Laswell, Bernocchi, e Dubulah, bassista dei TransGlobal Underground, che li segue in tour. 1999 registrano "4/4" negli studi milanesi di Mauro Pagani: ospiti sono Dubulah, lo stesso Pagani, la straordinaria cantante tuva Sahinko Namtchilak. 2000 esce "4/4", segue tour. Gli Asian Dub Foundation chiedono a Raiz di cantare un pezzo per il loro nuovo album, probabile uscita 2002.. Paolo decide di lasciare la band, pur rimanendo un collaboratore fisso, e si trasferisce a Londra. 2001 Raiz collabora con Orchestral World Groove, un combo italo-pakistano con base a Londra. Esce "Imaginaria", quinto visionario album della band ed ultimo che vede la collaborazione di Raiz (n.w.)
Recensione CD
Almamegretta “4/4" Quarto album (quinto se consideriamo l’ep di esordio “Figli di Annibale”) della straordinaria saga sonora di ALMAMEGRETTA ad un anno e mezzo circa da “Lingo”. Perchè saga? Perchè questo termine che sta a significare il lungo racconto di un popolo, o per estensione linguistica, di una famiglia? Proprio perchè la musica di questa band ci suggerisce, album dopo album, una idea forte di compattezza, di identità precisissima e allo stesso tempo la sensazione di uno sviluppo che appassiona e coinvolge in nuove avventure del corpo e della mente. E poi, chi meglio di ALMAMEGRETTA ha rappresentato in questi ultimi anni il concetto di una famiglia, di un unico grande popolo della musica universalizzato nella mescolanza di una infinità di culture? Già il titolo, al di là della naturale interpretazione di un “tempo” musicale ben definito, è un richiamo a questo senso di unità, come spiega Raiz: “ ‘4/4’ è il nostro quarto album, quattro su quattro, un bel risultato pieno, tondo, a cui arrivano dopo anni di convivenza. In una band è sempre difficile mantenere gli ‘ego’ sotto il controllo: quattro/quarti equivale a uno, il concetto si spiega da sè, anche da questa coincidenza aritmetica”. Naturalmente è anche il ritmo in “quattro/quarti” a giocare in questo disco il suo bravo ruolo. “4/4” è un album che potrebbe definirsi di “derivazioni”, ovvero di tutto ciò che deriva dalla musica che si può ballare, funky, reggae, rhytm & blues e naturalmente rock. “Ovvio che non si tratta di un disco ‘dance’ ”, precisano, “ ma di un disco che rappresenta bene qual è il nostro approccio alla musica che porta al movimento, il nostro modo di ascoltare la musica che ci piace e di interpretarla”. “4/4” è un disco pieno di musica con molto “sangue” e sudore, attraversato da una incontenibile voglia di suonare, e – nessuno si stupisca – dal divertimento: in quale altra chiave potrebbe essere vista altrimenti una canzone come “Sempre” che rifà il verso a quella bizzarra quanto effimera corrente pop che a cavallo tra i ’60 e i’70 venne etichettata come “bubblegum music”? “Noi siamo un gruppo a forte vocazione pop”, aggiunge Raiz, “a noi piace scrivere canzoni pop anche se poi abbiamo prevalentemente suonato musica che pop non è per niente. Nei nostri dischi precedenti abbiamo esaltato molto la componente underground, fino a escludere canzoni che non rientravano in questo genere. Stavolta invece non ci siamo posti alcun freno”. Piacevoli “leggerezze” a parte, la “sostanza” ALMAMEGRETTA rimane profonda, immutata e stratificata. Come in “Cheap guru”, il brano che introduce l’album con un campionamento fonetico seguito da un poderoso giro di basso: “ho passato gran parte della mia vita a seguire l’insegnamento di un guru da quattro soldi”, dice il testo in inglese. Ovvero dedicato a tutti quelli che hanno seguito il verbo di chi si è poi rivelato un ciarlatano: “la mia opinione sulla new age”, taglia corto Raiz. Ognuno dei tredici brani del cd (64 minuti di musica) porterebbe con sè argomenti di discussione impossibili a trattarsi diffusamente a meno di non voler scrivere un trattato. Tuttavia alcuni impongono una attenzione particolare quando suggeriscono domande spontanee, come il ridimensionamento dell’uso del dialetto napoletano a partire dal primo singolo in circolazione, “OreMinutiSecondi”, un reggae che rotola inesorabile come appunto il tempo che passa. In “4/4” viene quindi presa quasi come scommessa raggiungere, in italiano, la stessa intensità lirica che le vibrazioni del dialetto comunque esaltavano nella vocalità “muezzinica” di Raiz: scommessa vinta senza riserve. Cos’altro consigliare? Forse i tre minuti e mezzo di batteria e grancassa libera di “Mbikili”, forse la lunga jam di “Sahinkho’s blues” con la voce incredibile della cantante mongola siberiana Sainkho Namchilak, forse le “explicit lyrics” di Dre Love (già in “Black Athena” e qui in “Figli di Dio”) nell’assemblaggio di “alternative takes” che compone il mosaico sonoro di “Camisa doce” (maglietta n.12), ultimo brano del cd. O forse.... ( Roma, ottobre 1999 ufficio Stampa BMG Record) Guarda anche : Rai.it : intervista a Raiz | La musica Italiana
Recensione
CD Samuele bersani “Che Vita !" | Dieci anni di carriera. Samuele Bersani li celebra con il suo primo 'best of', intitolato Che vita! Il meglio di Samuele Bersani. In realtà, il cantante e autore romagnolo ammette di aver stilato questo suo primo bilancio artistico per ragioni ben più pragmatiche. "Ho preferito far uscire ora il greatest hits, per averne il controllo - spiega Samuele -. Se un giorno dovessi lasciare la Bmg per passare a un'altra etichetta, è probabile che la Bmg pubblicherebbe la raccolta dei miei successi. Ho voluto prevenire questa eventualità". La sincerità di Bersani è disarmante. Allungando lo sguardo verso il suo passato, Bersani ha selezionato quindici canzoni, attinte in maniera equilibrata dai quattro album in studio sin qui pubblicati (Ci hanno preso tutto, 1992, Freak, 1995, Samuele Bersani, 1997, L'oroscopo speciale, 2000). A queste vanno aggiunti i tre inediti Che vita! (che è anche il singolo, con la tromba di Roy Paci), la tragicomica Milingo e Le mie parole, gran testo firmato da Pacifico che Bersani ha voluto interpretare. "Pacifico è uno davvero bravo - afferma convinto Samuele -. Ho chiesto il suo numero e quando gli ho parlato di quella canzone, che avevo sentito al festival di Recanati, Pacifico mi ha risposto dicendomi che lo aveva immaginato cantato da me". Le nuove canzoni sono in realtà l'ideale ponte proteso verso il prossimo album di Bersani, uscita programmata per il 2003. "Da L'oroscopo speciale, il mio disco più bello, non mi sono mai fermato - tiene a precisare l'artista -. Ho preparato tanto materiale, ho lavorato per colonne sonore. E il 3 novembre partirò con il mio tour". L'oroscopo speciale, un disco importante per Bersani. Quell'album, incoronato all'edizione 2000 del premio Tenco, gli ha fatto guadagnare in via definitiva la fiducia della critica. "Sinceramente, avrei voluto inserire più canzoni di quel disco - confessa Samuele -. In fondo, non sono uno che ha così tanti 'successi' da inserire in una raccolta. Ma giustamente mi hanno fatto notare che se lo avessi fatto, forse nessuno avrebbe più comprato L'oroscopo speciale". Forse è stato un bene che sia andata così, perché Bersani ha avuto la possibilità di sfruttare lo spazio offertogli dal Cd per riportare all'attenzione del suo pubblico, e di quanti lo conosceranno grazie a Che vita!, canzoni che erano rimaste tra le pieghe dei vecchi album. Ad esempio la toccante La barcarola albanese, Cado giù, la candida Braccio di Ferro. Oppure di recuperare al proprio repertorio Crazy Boy, interpretata ad oggi da Fiorella Mannoia. E addirittura di riproporre con un nuovo arrangiamento la canzone del suo esordio, Il mostro. "Quel brano è stato importante per me - spiega Samuele -, uno dei miei migliori testi. Non ho voluto semplicemente rimasterizzarlo, come si fa oggi, ma dargli la veste sonora che merita. E' tuttora una delle mie cose migliori". Per chi non ha seguito in 'tempo reale' l'ascesa artistica di Bersani, Che vita! è l'occasione di investire qualche euro per ripercorrerne la vicenda a tappe forzate. Perle della canzone italiana degli anni Novanta come Freak, Giudizi universali, Replay (premio della critica a Sanremo 2000), fino al Pescatore di asterischi, scorrono nel lettore rivelando la brillante scrittura di Samuele, la sua capacità di affrontare con leggerezza gli aspetti più aspri dei rapporti umani e di aprire squarci di candore infantile in un mondo adulto carico di inutili sovrastrutture. Canzoni che, tutte insieme, esaltano anche il Bersani autore delle musiche, sempre sobrie e sorrette da melodie avvolgenti, siano esse affidate alle tessiture elettroniche dei primi anni Novanta o al calore di un pianoforte. Una volta tanto, il consiglio per gli acquisti è speso per una giusta causa... ( © Paolo Gallori ) in rete : Samuelebersani.it (sito ufficiale) | | |
| | The Bristol Sound
| | | Massive
Attack And Archive | | |

100th Window
| “La
centesima finestra”
Recensione CD
Massive Attack
sono stati una delle band più importanti
del decennio scorso .
Aldilà dei gusti, pochi gruppi hanno rappresentato il suono del loro tempo in maniera inequivocabile come loro, a partire dall' esordio"Blue lines" e proseguendo per i due successivi, con tutte le loro azzeccate evoluzioni. Ora siamo in un' altra epoca e può fare un po' effetto accorgersi che non è più quella del trip-hop inventato dai Massive Attack, che è già passato alla storia ed è diventato un classico, un "tipico di quegli anni". E' un po' come accorgersi che, superati i 30, si entra difficilmente nelle statistiche sui "giovani d' oggi". Tanto son cambiate le cose che i Massive Attack da tre che erano sono diventati uno solo, Robert "3D" Del Naja, vuoi per divergenze artistiche (Mushroom), vuoi per un volo di cicogna (la paternità di Daddy G). Queste vicende non hanno però smontato il giocattolo, "100th Window" suona ancora tremendamente Massive Attack, e in fondo prosegue il percorso segnato dallo splendido "Mezzanine", quello di una musica ancora più oscura e ipnotica. Probabilmente si sono persi i contrasti di colori del passato, contrasti musicali che riflettevano quelli umani tra i tre che hanno passato tanto tempo a litigare quanto a incidere e suonare. Ora le redini sono del solo Del Naja, e si sente nelle tracce di questo album che ne è diventato consapevole e in fondo sicuro del fatto suo; una gestazione comunque sofferta e lunghissima anche in solitudine, che testimonia anche il rifiuto di adagiarsi su clichè e ricette sicure per comunicare il proprio mondo musicale. "100th Window" è un disco dunque meno d' impatto dei precedenti (soprattutto dei primi due), che rinuncia agli aspetti più ballabili (anche se le profonde sonorità dub-elettronica non sono venute meno), a favore di un andamento più sensualmente seducente, penetrante per un lavorio lento ma inesorabile, notturno e metropolitano, e che evidenzia una sua capacità e natura psichedelica. Quest' ultima si può riallacciare al significato del titolo, un' ultima centesima finestra che rimane sempre aperta, nella nostra psiche, a disposizione anche dell' inaspettato e del sommerso del nostro subcosciente. (NW)  |  | | Bristol Sound Cult
Recensione
CD
Archive “ Londinium” | “Se esiste un gruppo snobbato e sottovalutato dalla critica musicale, questi sono i londinesi Archive. Qui ci troviamo di fronte al loro debutto, datato 1996,- “Londinium”. All'epoca pochi, ma proprio pochi, se ne accorsero. E anche negli anni a venire, nonostante abbiano pubblicato altri tre dignitosissimi lavori sulla lunga distanza, non abbiamo né letto, né visto quasi niente. Trip-hop destrutturato. Inserti di rap e ritmi campionati dalla prima all 'ultima traccia, non un momento debole. Obiettando che le parti di rap sembrerebbero appesantire il lavoro, si tralascia l' importanza di aver dato uno strappo ad un genere che stava addormentandosi sul binomio beat-melodia. Qui risulta evidente la dottrina bristoliana a marchiare a fuoco un album di chiara matrice trip-hop. Non mancano momenti raffinati dove la battuta si adagia docilmente ad ingentilire l' immancabile canto femminile, Headspace su tutti. Musiche notturne su beat tecnologici e voci suadenti . La melodia al servizio della tecnologia e viceversa. .Prima di loro ci sono stati i Massive Attack e i Portishead, dopo verranno molti epigoni a saccheggiare il genere svuotandolo di significato. Fra i testimoni più credibili i Morcheeba, i Mandalay e gli Zero 7. Comprate questo cd, sentitelo mille volte poi spaccatelo e andate a ricomprarlo, sentitelo altre mille volte poi spaccatelo e andate a ricomprarlo, sentitelo altre mille volte… Indimenticabile! (NW) Vedi in rete : Archive Lyrics (attivare filtro pop-up )
| Focus On R&B Sound Biografia Maxwell Maxwell è il soul nella sua espressione più genuina o perlomeno nella sua degna evoluzione. E’ noto, Maxwell è un mistero. Lo è per l'industria discografica (vendendo milioni di copie pur essendo prodotto di nicchia) ma soprattutto un mistero ancora più grande per tutti i suoi fan. Celatosi dietro il soprannome "Musze" (termine da lui coniato per descrivere la sua ispirazione divina), ancora ventenne Maxwell parte da Brooklyn alla conquista del mondo. C'è tanto lavoro di squadra alla base del suo successo. E che squadra: Wah Wah Watson, leggendario chitarrista di Marvin Gaye, Herbie Hancock e Barry White, poi Stuart Matthewman , autore e produttore di Sade, e infine l'amico di una vita, Hod David. Non c'è da meravigliarsi che dopo solo tre album, più un EP dal vivo, sia nato il mito. 1996: nasce "Maxwell's Urban Hang Suite", l'idealizzazione dell'amore. C'è Prince in lui, Terence Trent D'Arby, ma soprattutto Marvin Gaye. La voce vellutata dell'artista d'origine haitiana/portoricana ha incantato il mondo intero. Nel ‘97 giunse infine il momento di uscire allo scoperto, di uscire dal guscio. Il mini album dal vivo "MTV Unplugged" segna un ulteriore passaggio. Non si tratta di una crescita; ogni cosa è stata scritta. Ad un anno di lontananza "Embrya" scuote tutto ciò che fino ad allora sembrava stabile. Maxwell ancora una volta stupisce, dimostrando che il termine "essere avanti sui tempi" è assolutamente veritiero. C'è chi grida al genio e chi si impegna a criticarlo ingiustamente e pesantemente, penalizzando le vendite. Calmatesi le acque, ascoltandolo a distanza di qualche anno "Embrya" mette tutti finalmente d'accordo; la follia e la genialità corrono di pari passo. Bisogna accettarlo: Maxwell non si deve adattare a chi lo ascolta, non può piegarsi al mercato. E’ il pubblico che deve adattarsi a lui. Una lezione importante. La voce del cuore e dello spirito non può essere giudicata, mai. A chiudere il cerchio "Now", "Ci sono diverse chiavi di lettura in “Now" spiega Maxwell. "Ci sono tracce più dure e altre più funky, tracce profonde e altre capaci di far commuovere qualsiasi teen ager… il senso finale è l'accettarsi, accettare la vita, glorificarla". Maxwell sta vivendo il momento, per questo la scelta finale del titolo è ricaduta su "Now". Una volta perfezionista incallito, oggi Maxwell si gode finalmente il presente. L'amore per i dettagli resta però invariato: "Se la mia musica dovesse assomigliare ad un quadro, penso sarebbe quasi certamente un quadro di Van Gogh. Se ti avvicini alla tela, vedi soltanto una miriadi di puntini. E’ quando fai qualche passo indietro, che riesci finalmente a distinguere tutti i colori". Il soul è solo un punto di partenza, un ingrediente basilare per creare nuovi tappeti musicali. Mai artista è stato più in controllo della propria musica; dubbi, rimorsi, desiderio, amore, Maxwell come Shakespeare incorpora le complicazioni del cuore, creando storie e sentimenti unici e universali allo stesso tempo. O come ama spiegarlo Maxwell stesso: "Siamo tutti esseri spirituali con sentimenti ed esperienze umane, non essere umani con esperienze spirituali". (NW) |
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